Il Binge Eating Disorder (BED) o disturbo da alimentazione incontrollata, secondo il DSM-IV-TR (APA, 2000) è caratterizzato da episodi ricorrenti di abbuffate, senza l'uso regolare di inappropriati comportamenti compensatori, tipici invece della bulimia nervosa. Tale disturbo sembra avere origine nel periodo dell'adolescenza, in una situazione di normopeso, spesso a seguito di una significativa perdita di peso dovuta ad una dieta autogestita o scorretta.
Questi pazienti manifestano difficoltà in svariati ambiti della loro vita: disagio sociale e giovanile esteso alla maggior parte dei rapporti interpersonali; distorsione nella visione del proprio corpo che alimenta un senso di insicurezza e di inadeguatezza; pressione e stress dovuti alla grande quantità di tempo trascorso sotto regime dietetico; in alcuni casi abuso di alcool o droghe; difficoltà a gestire gli stati d'animo o a esprimere/manifestare le proprie emozioni, compresa la rabbia; senso di impotenza legato all'incapacità di controllare il proprio comportamento alimentare e il conseguente aumento di peso. Il 50% dei pazienti con disturbo da alimentazione incontrollata soffre di depressione maggiore, disturbo di panico e di alcuni disturbi di personalità. Il sintomo dell'abbuffata infatti andrebbe a compensare una sensazione pervasiva di sconforto persistente nel momento della crisi. Un elevato sovrappeso può contribuire al mantenimento e all'accettazione del sintomo compulsivo, in quanto restituisce a chi ne soffre un senso di fallimento, di colpa e di vergogna che autoperpetua la condotta alimentare incontrollata. Durante gli episodi di abbuffata il soggetto è inconsapevole di quello che sta facendo, per cui c'è una perdita di controllo. In seguiti è in preda a sentimenti di disgusto.
I pazienti con BED sono caratterizzati da specifiche caratteristiche di personalità e proprio questi aspetti vengono considerati come fattori di vulnerabilità individuale, cicoè fanno sì che coloro che ne sono portatori siano più esposti di altri a sviluppare il disturbo. Essi presentano: bassa autostima che spinge gli individui a sovrastimare l'apparenza corporea, riponendo nel raggiungimento della migliore forma fisica aspettative irreali di successo e di realizzazione personale. Inoltre, contribuisce ad interpretare in maniera eccessivamente negativa eventuali 'sconfitte' o 'ricadute' alimentari, favorendo l'insorgere di un altro aspetto comune nei soggetti con disturbi alimentari, e cioè il senso di colpa; pensiero dicotomico: il paziente sarebbe soggetto a estremizzazioni ripetute ed oscillazioni nel giudizio di se stesso e dell'ambiente.
La mancanza di una sufficiente consapevolezza di sè facilita l'insorgenza e il mantenimento di comportamenti estremizzati anche in ambito alimentare, producendo l'alternarsi di restrizioni ed abbuffate, tali da riproporre all'individuo la propria incapacità di condurre un'esistenza equilibrata e risulta pericoloso poichè rafforza il senso di fallimento di fronte anche ad una piccola ricaduta alimentare, favorendo l'insorgenza di sensi di colpa, l'insinuarsi e il successivo perpetuarsi dei sintomi depressivi; perfezionismo patologico: valutazione di Sè eccessivamente dipendente dall'inseguimento e dal raggiungimento di determinati standard personali esigenti ed autoimposti.... <p style='margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: top; font-family: 'PT Sans', Arial, sans-serif; font-size: 16px; line-height: 23px !important; background-image: initial; background-attachment: initial; background-size: initial; background-origin: initial; background-clip: initial; background-position: initial; background-repeat: initial;'><strong style='margin: 0px; padding: 0px; border: 0px; outline: 0px; vertical-align: top; background: transparent;'>
Per saperne di più: http://www.stateofmind.it/2015/07/binge-eating-disorder-personalita-espressione-emozioni/
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